"ETRUSCHI!" (tragicommedia di Andrea Jeva) personaggi: MARO - Un vecchio psicopatico. La sua anomalia di com- portamento è che si sente etrusco. GIANNI - Ha 21 anni circa. E' un obiettore di coscien- za. Assiste Maro. Parla con accento romanesco. Farà anche "Regolo, Marco Attilio" console di Roma. ELISA - Ha 25 anni circa. Volontaria. Attrice. Assiste Maro. E' maniaca della pulizia. JOSLYNN - Ha sui 50 anni. E' americana. Psichiatra. Parla con lieve accento straniero. Farà anche "Cul- ni" donna etrusca. SERRANO - Ha sui 40 anni. Etrusco. Un fantasma evocato da Maro. Veste da legionario romano. I diritti d'autore di "Etruschi!" sono protetti e tutelati dalla Soc. S.I.A.E. (Societa' Italiana degli Autori ed Editori). Le rappresentazioni e pubblicazioni sono soggette a royalty. Ogni richiesta relativa ai diritti d'autore, dovra' essere indirizzata a: S.I.A.E. / Sezione D.O.R. / Viale della Letteratura, 30 / 00144 Roma - Italy - L'autore richiede di essere informato per ogni produzione del presente lavoro - L'autore puo' essere contattato con e-mail (infogatto@andrea-jeva.it N.B. togliere il nome dell'animale dall'indirizzo) - sito Web: http://www.andrea-jeva.it/ oppure indirizzare per po- sta ordinaria ad Andrea Quacquarelli, Via Pinturicchio 1, 06122 Perugia, Italy - Telefono +39/075/5732798 (Buio in sala. Si sente un tuono fortissimo. Subito dopo il tuono vediamo lampi e poi ancora tuoni in sottofondo con rumore di piog- gia scrosciante. I lampi lasciano intravedere in proscenio un vec- chio che di spalle si muove con gesti rituali. Ha un coniglio in mano e un grosso coltello: è MARO che veste con abiti etruschi, ha i piedi scalzi. Dopo di ché lo s'intravede fermo immobile che scruta il cielo. Poi s'intravede che sgozza il coniglio, lo squar- ta e ne prende il fegato. Ritualmente reclina la gamba sinistra, mette il relativo piede scalzo su di una pietra, in modo che possa poggiare il gomito sinistro sulla coscia, poi con la mano sinistra stringe e osserva il fegato, confrontandolo con il cielo. Buio. Continua il brontolio dei tuoni. Luce. Tardo Pomeriggio con cielo coperto. Vediamo GIANNI ed ELISA in uno spazio senza contorni con due distinti ombrelli in mano. Gianni è vestito con abiti del no- stro tempo. Ha una giacca a vento con il cappuccio e uno zainetto. Anche Elisa è vestita in abiti a noi contemporanei. Anche lei por- ta uno zainetto. Vediamo un tavolo, qualche sedia, oggetti d'attrezzeria. Sono contrariati, soprattutto Gianni, dai vestiti zuppi d'acqua. Il temporale continuerà ogni tanto a farsi sentire. Così come la pioggia) GIANNI - Porca miseria. Mi sono bagnato tutto… Pure sto vento… ELISA - …A chi lo dici! (Gianni batte i piedi per terra) ELISA - (con rimprovero) …Gianni! (riferendosi al suo sbattere i piedi) …Non in casa! GIANNI - Ah scusa. (Gianni sbatte i piedi ai bordi dello spazio senza contorni, come se li sbattesse in uno spazio esterno. Entrambi tentano goffamente di scrollarsi di dosso la pioggia) GIANNI - (guardandosi intorno chiama:) Maro! (Ad Elisa) Ma davvero dici che è in giardino con questo tempo? (Guarda verso l'ipotetico giardino). ELISA - Ci puoi giurare. GIANNI - (guardando verso l'ipotetico giardino) Non si vede nessu- no. ELISA - Bravo tu, pensi che si lasci vedere da te, quando è in giardino? GIANNI - Perché? ELISA - Perché sei appena arrivato, burbetta! (Ride). GIANNI - …Ooh che "burbetta", io sono un obiettore di coscienza, mettitelo in testa. ELISA - Appunto. (chiudono per bene gli ombrelli. Elisa va ai bordi dello spazio senza contorni e scuote con cura l'ombrello come se lo sgocciolas- se in uno spazio esterno) GIANNI - (levandosi lo zainetto. Ad alta voce) Maroo! …Dai vieni dentro. (Ad Elisa) Ma fa sempre così con i temporali? ELISA - (sgocciolando l'ombrello) Quasi sempre. GIANNI - E cosa fa esattamente là fuori? (Cerca di vedere Maro in giardino). ELISA - Quando sarà il momento lo vedrai da te. (Sbatte i piedi accuratamente come ha fatto con l'ombrello. Poi fa la stessa cosa con l'ombrello di Gianni). GIANNI - (guardando in giardino. Ad alta voce) Maroo! …Non si vede proprio. (Ad Elisa) I conigli dove li tiene? ELISA - (sarcastica) In tasca. GIANNI - (stizzito) Maroo! Siamo noi. Abbiamo portato tutto! (Ap- poggia lo zainetto sulla tavola. Tira fuori una busta di pla- stica con alcuni generi alimentari). Maroo! ELISA - E finiscila, quando avrà voglia, rientrerà da solo. (Com- mentando fra sé) Che palle! (Si siede al tavolo tirando fuori dal suo zainetto un libro. Lo asciuga come se fosse umido. Ini- zia a leggere). GIANNI - Ma che fai adesso, leggi? ELISA - (lo guarda quasi intimorendolo) Perché, hai di meglio da fare tu? (Rilegge senza aspettare risposta). GIANNI - (breve pausa) Maroo! (Pausa. Poi ad Elisa). Beh sì, io avrei di meglio da fare: ho fame. (Pausa). Scusa, è pericoloso? …Maro dico. ELISA - (con gli occhi sul libro) No, fino ad adesso non ha spez- zato i denti a nessuno. GIANNI - Perché spezza i denti? ELISA - (come sopra) Fino ad adesso, no. GIANNI - Ammazzate oh, sei incoraggiante. Non so, ma un infermiere qua non c'è? ELISA - (c.s.) Te l'ho detto, ho il numero della dottoressa. GIANNI - (ironico) Una sicurezza! …Maroo! (Fra sé) No, che Maro… Quello spezza i denti! …Cazzo! (si sente un tuono più forte degli altri. Un lampo. Appare Maro. Ha una corta tunica gialla. Indossa un mantello rosso e ricamato. Ha nella mano sinistra il fegato di coniglio, con la mano destra impugna il grosso coltello insanguinato che appoggia per terra. Si mette le scarpe che trova nello spazio interno: sono i "calcei re- pandi", sandali di cuoio con la punta all'insù al modo orientale. Poi, riprendendo il coltello, si ferma in mezzo allo spazio fra Gianni ed Elisa.) GIANNI - (che ha osservato Maro con impacciata paura mista a cu- riosità. Poi) Ah, eccoti. Toh guarda (mostrando sul tavolo i generi alimentari), abbiamo portato anche la pasta. Che fai al- lora, cucini tu? (Gianni non perde di vista il coltello. Maro senza dire niente si avvicina per guardare i generi alimentari, con uno straccio che trova sul tavolo asciuga il sangue del coltello, con movimenti molto precisi) GIANNI - (a Maro per stemperare la presenza del grosso coltello dandogli una pacca amichevole sulla spalla) Oh, non sei neanche bagnato! Da quanto tempo eri fuori? …Ma eri in giardino? …E la- scialo quel coltello, no? ELISA - (c.s.) Lui non si bagna. GIANNI - (osservando di sottecchi il coltello) Sì, lui non si ba- gna. Ma dai, sarà stato sotto gli alberi. (A Maro) Sei stato sotto gli ulivi? …Lo lasci il coltello sì o no? ELISA - (c.s.) Lui non ha paura di bagnarsi, quindi non si bagna. GIANNI - Ma ché c'entra, anch'io non ho paura di bagnarmi, è che mi secca bagnarmi. ELISA - (c.s.) Lui non si "secca" e quindi non si bagna, capisci la logica? GIANNI - (ad Elisa, riferendosi senza darlo a vedere al coltello) Ma possibile che non capisci? Eh? (Fra i denti) Elisaa? MARO - (che intanto ha controllato i generi alimentari) No, non c'è tutto. GIANNI - (sorpreso) Come non c'è tutto. (Mostrando polemicamente, ma avendo allo stesso tempo cura di non urtare Maro) L'aglio, erbe, formaggio, vino, pepe, sedano, orzo, uva passa, pinoli, semi di melograno, semi di finocchio, menta essiccata, ligu- stro, miele, senape, (indicando il fegato) il fegato di coni- glio ce l'hai tu… (Con malcelato rimprovero) Maro! C'è tutto quello che mi hai detto. Ho scritto tutto. C'ho messo due gior- ni a trovare queste cose. (Mostrandoli) Poi però ho preso pure la pasta e i pomodorini, perché fra tutte queste cose, c'è poco da mangiare sul serio, che dici? MARO - No, non c'è tutto: il flauto? GIANNI - (ripetendo l'intonazione di Maro) Il flauto? MARO - (irritato) Ti avevo detto anche il flauto. GIANNI - (incerto) Sì, ma il flauto mica si mangia… MARO - (interrompendolo) No. Senza il flauto io non cucino un bel niente. E tu non imparerai mai ad essere un vero etrusco… GIANNI - (polemico ma controllato) Maro! …Io vorrei tanto imparare ad essere etrusco, però…. ELISA - (interrompendolo, alzandosi per andare al suo zainetto) Sshht. Silenzio. GIANNI - (ad Elisa) Macché "Sshht"… ELISA - (che intanto ha preso un flauto dal suo zainetto. Porgendo il flauto a Maro) Ecco il flauto Maro. GIANNI - (tutto d'un fiato. Ad Elisa) …Io il flauto non lo mangio, d'accordo? (A Maro) …Non lo vorrei mangiare, d'accordo? MARO - (da un'occhiata a Gianni. Poi prendendo il flauto) Grazie Elisa. (Mette il flauto con i generi alimentari nella busta ed esce dallo spazio). GIANNI - (dopo poco ad Elisa cercando di non farsi sentire) Senti, ma è normale che questo sgozzi gli animali con quella specie di "scimitarra"? Eh? ELISA - E' la terapia della dottoressa. GIANNI - (polemico) Ah …azzo, "la terapia della dottoressa"! ELISA - Così afferra il ciclo della vita. GIANNI - Ah, "afferra il ciclo della vita"… E con il flauto che afferra? Eh? ELISA - Sshht. GIANNI - …Eh? Come lo fa il flauto, arrosto? …Un'altra terapia della dottoressa? ELISA - E fai silenzio, ma parli sempre? GIANNI - Eh no, eh?! …Ma chi me l'ha fatto fare di venire qui. E- lisa! Io non ho più fame d'accordo? Ho già mangiato prima, di- glielo tu a Maro… Convincilo tu… Siamo d'accordo? ELISA - (cercando a sua volta di non farsi sentire) Ma finiscila… Ti pare che mangiamo il flauto? Burbetta… (Sorridendo si rimet- te a leggere il libro). GIANNI - Non so, qui traballa tutto …Perché pure tu, (sottovoce) Elisaa! Non è che tranquillizzi la gente. Sempre con quel libro in mano… Ma non c'è un infermiere qua? ELISA - Sshht! (Cercando di non farsi sentire) Ho il numero della dottoressa, tranquillizzati. GIANNI - Sì, capirai… "Il numero della dottoressa"! (Breve pausa) Bello però il mantello di… (indica verso Maro. Poi sottovoce), vero Elisa? ELISA - (interessata) Ti piace? GIANNI - Sì, …Tutto ricamato. ELISA - Ha un sacco di bei vestiti. GIANNI - E dove li compra? ELISA - Se li fa da solo. GIANNI - (scettico) Perché è capace di farsi i vestiti? ELISA - Lui sa fare un sacco di cose, vedrai. GIANNI - E in giardino che fa durante i temporali, me lo dici? ELISA - (incerta) …Non so. La dottoressa vuole che si usi cautela con i nuovi assistenti e io sono d'accordo. Poi tu sei un po' troppo… GIANNI - (interrompendola) Ah, io sono un po' troppo? …E tu? E la dottoressa? (indicando verso Maro) E quell'altro?! Elisaa …E voi?! …Non siete un po' troppo "troppo" pure voi? ELISA - (d'impeto) Predice il futuro. GIANNI - Chi? ELISA - Maro, predice il futuro in giardino. GIANNI - Sì bum… E come fa? ELISA - Osserva i fulmini e il fegato. Lo fa anche con gli uccel- li. GIANNI - Come lo fa anche con gli uccelli? ELISA - Sì, guarda da che parte del cielo arrivano e dove si posa- no. GIANNI - Ahh… Pensavo che sgozzasse pure gli uccelli. ELISA - …E poi interpreta il percorso. Anche per i fulmini cerca di vedere da dove arrivano e dove cadono. GIANNI - E il fegato che c'entra? (Elisa, molto platealmente, fa finta d'impugnare un fegato con la mano sinistra con un salto molto brusco) GIANNI - (scostandosi impaurito) Ohhu… ELISA - (riproduce esattamente i movimenti di Maro nel quadro d'apertura con i lampi. Reclina ritualmente la gamba sinistra, mette il relativo piede su una pietra immaginaria, poggia il gomito sinistro sulla coscia, poi con la mano sinistra stringe e osserva il fegato immaginario, confrontandolo con il cielo). Il fegato vedi riflette… GIANNI - Ma che vedo che non hai niente… ELISA - …Riflette l'esatta situazione dell'universo al momento del sacrificio (sciogliendosi) …Ma immagina, no? GIANNI - Cosa. ELISA - Hhummm… Il fegato! Il fegato! Ma sei proprio un rompicaz- zo! GIANNI - Sì va beh, lo immagino, va avanti. ELISA - …E' diviso vedi come il cielo in sedici zone. GIANNI - (guardando il fegato immaginario) Sì sì, si vede benissi- mo. (Ironico) Sedici zone. ELISA - Bisogna guardare sempre verso Sud. (Indica) Le zone di si- nistra cioè ad est sono favorevoli, quelle di destra cioè a o- vest sono sfavorevoli. Le varie zone in questo modo hanno vari attributi. Nove Divinità hanno il diritto di lanciare i fulmi- ni, ma solo Giove ha la facoltà di lanciare fulmini di tre dif- ferenti specie. GIANNI - (caricaturale) Ah …zzo! No dico, non fa una piega. E quindi? ELISA - (rimanendo in posizione) …Quindi ci sono dodici specie di fulmini. GIANNI - (c.s.) "dodici specie di fulmini", nove più tre, fa dodi- ci. Giustissimo… E quali sarebbero? ELISA - (immagina di vederli) …Verticali, orizzontali, bicaudati, tricaudati, a ciel sereno… GIANNI - (caricaturale) "A ciel sereno"! ELISA - Intimidatori, punitivi, purificatori …Gli altri non me li ricordo. GIANNI - Meno male… ELISA - La cosa più importante è osservare il punto di partenza del lampo nel cielo (indica il cielo), vedi? GIANNI - (ironico) Benissimo. ELISA - Poi la linea cielo-terra descritta dalla sua caduta e alla fine il punto di collisione. (Fa un rumore con la bocca come se il fulmine fosse caduto) E' L'attenta osservazione ad assicura- re l'esattezza della predizione, che si ottiene interpretando il colore del fegato, le pieghe sulla sua superficie, le mac- chie ecc. ecc. ecc. (Sciogliendosi dalla posizione) Questo fa Maro in giardino. (Con ammirazione, infervorandosi) Sai, c'è una corrispondenza stupefacente fra il cielo, il tuono, il ful- mine e il fegato della vittima quando si predice il futuro… Ec- co a cosa serve il fegato, hai capito? GIANNI - Ma tu sei davvero un'attrice… (Accennando il rumore con la bocca che ha fatto Elisa) Alla faccia! …Ma te le ha insegna- te lui queste cose? ELISA - Sì. GIANNI - Quindi sono vere, cioè, ci credi. ELISA - In un certo senso sì. GIANNI - Macché "certo senso", ci credi o non ci credi? ELISA - Se considero che il ragionamento logico negli etruschi… Così come negli egizi o nei …Cretesi per esempio, è una carat- teristica non ancora sviluppata …Sì che ci credo. GIANNI - Eh già, siccome qua fuori circolano in continuazione egi- ziani, babilonesi, cretesi… Senza considerare poi che Maro è un etrusco a tutti gli effetti… Scusa scusa scusa… Mi viene un dubbio, non è che c'è anche qualche egiziano o babilonese in qualche altra casa-famiglia qua intorno? ELISA - Ma smettila… (Entusiasmandosi) Sono l'intelligenza fisica e quella intuitiva a prevalere su di lui. E' il "sentire" a prevalere sul suo "ragionare". Sono la fisicità e il cuore a prevalere nel centro del suo essere… E non ancora la testa. Non è meraviglioso? GIANNI - Calma calma. (Sorride) …Ma ti rendi conto di quello che dici? ELISA - (facendogli il verso, sorride come lui) Vedi che non dove- vo ancora dirti niente? …Rompipalle. (Rilegge). GIANNI - Ehi piano con le parole però… Dai parliamo ancora un po'… Ci riesce? …Lo predice il futuro? ELISA - (leggendo) Certo che ci riesce. GIANNI - Sì bum… ELISA - E allora cagati addosso, che mi chiedi. GIANNI - Ma dai… Ci riesce davvero? ELISA - (chiudendo il libro) Certo che ci riesce, non sempre, ma qualche volta sì. GIANNI - Per esempio? ELISA - Ha predetto il tuo arrivo. GIANNI - Va beh, quello glielo avrà detto la dottoressa… Ma esiste davvero la dottoressa? ELISA - No, cioè sì che esiste la dottoressa. Volevo dire che lui lo sapeva prima che fosse ufficiale. Me lo ha confidato un bel po' prima. Mi ha detto che stava per arrivare qui da lui un ro- mano e che doveva prepararsi ad accoglierlo come si deve perché per lui era un arrivo significativo… GIANNI - Beh, meno male che ero significativo, altrimenti che fa- ceva, mi sgozzava come i conigli? …Così tanto per capire anche il mio di ciclo vitale? ELISA - Scusa, cerca di essere meno "rigido" però, come dite a Ro- ma …meno "de coccio", d'accordo? Non ti ha invitato a cena? GIANNI - Invitato? …Ma se la spesa l'ho fatta io. Il "culo" me lo sono fatto io. Ricordatelo. ELISA - (sbrigativa) Questi sono dettagli. GIANNI - Due giorni c'ho messo! Che dettagli. ELISA - Sì, ma adesso potrai mangiare come un etrusco. Non lo tro- vi affascinante? E poi è gentile da parte sua. Mi ha detto "Ai romani piace tanto mangiare, vedrai". GIANNI - Ti ha detto così? ELISA - Sì. GIANNI - E non potevi dirmelo prima… (Verso Maro. Ad alta voce) Maroo! A me piace mangiare la pasta: un bel piatto di spaghetti coi pomodorini… ELISA - Sshht. GIANNI - (ad Elisa) …Vuoi mettere con l'intruglio che vuole fare… Che se poi ci mette anche il flauto… ELISA - Ancora! Non è come pensi tu. GIANNI - Ah no? …Va beh, vedremo. Senti, e da cosa ha capito che arrivavo io? ELISA - Non proprio tu tu, ha detto "un romano". GIANNI - Embeh? Io sono romano no? ELISA - No, lui quando dice romano, intende un romano antico …Con l'elmo, la spada... GIANNI - Ah… Un romano antico. E già, non c'avevo pensato. (Breve pausa) Senti, non è che prima o poi mi devo vestire da romano antico, eh? …Che dice la dottoressa? …Con l'elmo, la spada… ELISA - Dipende da Maro, se te lo chiede… GIANNI - Come se me lo… Ah …zzo!. (Chiudendo il suo zainetto) Be- nissimo. A questo punto non m'interessa più neanche sapere come ha predetto il mio arrivo, anzi, non m'interessa neanche più mangiare gli spaghetti col pomodorino. Preferisco fare il ser- vizio militare. Me ne vado… (Si mette lo zainetto in spalle e fa per andarsene) E' stato un vero piacere… ELISA - (fermandolo) Ma dai, cos'hai capito? Scherzavo… GIANNI - Scherzavi? No, qui gli scherzi sembrano un po' troppo ve- ri… Io rinuncio all'incarico! Te lo dico io. (Fa per andarsene) Ci vediamo… ELISA - Dai aspetta! Ci servi qui… (Gianni è interrotto nella sua azione di uscire da un suono molto ritmico di flauto. Subito dopo entra in scena Maro a torso nudo che suona il flauto e accenna passi di danza molto vigorosi) MARO - (dopo poco, dando il flauto ad Elisa) Ecco devi suonare con questo ritmo. (Esce di scena). GIANNI - Ma è scemo? ELISA - (intendendo che forse Maro l'ha sentito) Ma sei scemo? GIANNI - Io?! ELISA - Sshhht… Se ti sente? (Ad alta voce) Va bene Maro. (A Gian- ni) Sshhht… (Inizia a suonare ma è lenta). MARO - (rientrando con un mortaio di legno e un pestello) No Eli- sa, non importa la melodia, importa il ritmo, il ritmo! Altri- menti la satura non viene. (Appoggia il mortaio sul tavolo e prende il flauto) Così! (risuona al ritmo precedente) …Capito? ELISA - Ci provo… (Suona il flauto a ritmo giusto… Dopo poco) Va bene così? MARO - Sì, cerca di non perdere il ritmo. (A Gianni) Tu guarda at- tentamente. Si mette tutto insieme a crudo, tranne il coniglio che deve essere già bollito, vedi? (mostra l'interno del reci- piente). GIANNI - Ma come hai fatto a bollire il coniglio così in fretta? MARO - (logico) L'avevo già preparato stamattina. GIANNI - Ah… non è il coniglio di prima… (guarda facendo impercet- tibilmente una smorfia di disgusto) …Ma quanto vino ci hai mes- so? …Se ne mette di meno molto meno… MARO - (seccato) L'etrusco sono io o sei tu? GIANNI - Tu tu… E chi dice niente… (Indicando nel recipiente) …E quello cos'è? MARO - Aglio. GIANNI - (tranquillizzandosi) Aah… (Poi indicando) E questa cosa gialla? MARO - Miele. GIANNI - Miele? (E' schifato). MARO - Ci vuole tutto quello che ti ho chiesto, altrimenti non te lo chiedevo. GIANNI - Senti Maro… I miei pomodorini con gli spaghetti? Che dici se li faccio io a parte? MARO - Robaccia! (Elisa lancia un'occhiataccia a Gianni) GIANNI - (accondiscendendo forzatamente) Giusto… (A Elisa) Beh, almeno il flauto serve per suonare… MARO - Come? GIANNI - No niente, niente… Gli spaghetti e i pomodorini sono ro- baccia. Il miele col vino sono una sciccheria. Andiamo avanti va… MARO - La posizione è questa (Imbraccia il mortaio e si mette chi- no con il pestello in mano pronto a frantumarne il contenuto) …Vedi? GIANNI - Beh, non è difficile… (Accenna la posizione di Maro). Ma tanto lo fai tu, no? MARO - (sciogliendosi dalla posizione) Per adesso sì, poi lo do- vrai fare tu. GIANNI - Io? MARO - …Altrimenti cosa ci sei venuto a fare qui? GIANNI - Io sono qui per farti un corso di fumetti… MARO - (meravigliato) Un corso di fumetti? ELISA - (precipitando e sminuendo) Sì Maro… Non ti preoccupare… Poi ti spiego… MARO - (a Gianni) Ma tu sei romano sì o no? GIANNI - Sì che sono romano. MARO - (un po' seccato) E allora dimostralo! GIANNI - Ma che c'entra… ELISA - Basta discutere… Maro su, procediamo. MARO - (a Gianni) Adesso, quando Elisa comincia a suonare, devi ballare come ho fatto io prima (accenna il ballo precedente). Le mani sono importanti, devono essere aperte e danzanti fino alla punta delle dita, Capisci? GIANNI - Sì sì… (Mostrando scettico) Aperte e danzanti… NARO - (con passione) …Una danza che nasce dall'interno simile ad una corrente del mare, capisci? GIANNI - Fin troppo… Ma vedi Maro… Il fatto è che io ho già man- giato prima… Avrò sempre mangiato prima… Capito? Non ho fame… Non avrò mai fame… Capisci tu? MARO - (ad Elisa) Ma cosa sta dicendo? GIANNI - Ecco… Elisa spiegaglielo tu. ELISA - Dai, non fare il timidone. Ma ti vergogni di ballare? (Scoppia a ridere). GIANNI - (con rimprovero) Elisaa! I patti sono patti (cercando di farglielo capire) Non ho fame! Diglielo. C'è qualcosa di male? …Diglielo per favore. MARO - No, i patti erano che preparavamo una cena all'etrusca… GIANNI - Ma perché per preparare un cena bisogna ballare? Eh? ELISA - …Altrimenti La satura non viene! GIANNI - Ma che è sta satura! A …zzo! ELISA - E' l'impasto! L'impasto della satura non viene! MARO - (accondiscendendo) …Esattamente. GIANNI - (fra sé) Ma che parlo a fa' …Ballo, ballo. MARO - Ecco, dovresti ballare a torso nudo come me. GIANNI - Pure! MARO - Ed è meglio se ti togli i pantaloni. GIANNI - E che faccio ballo in mutande? Eh Maro? MARO - Esattamente. Anzi è meglio se ti togli anche le mutande. GIANNI - (rabbiosamente scandalizzato) Nudo? Eh? Nudo! Elisaa! MARO - Esattamente. GIANNI - Macché "esattamente", io me ne vado… (Fa per andarsene). ELISA - (fermandolo) Dai, ma ti scandalizzi per così poco? GIANNI - Così poco? …Nudo! ELISA - E Woodstock? Non ti dice niente la parola "Woodstock"? GIANNI - "Woodstock"? Ma che me ne importa a me… Io me ne vado… ELISA - (fermandolo) Gianni! Non ti ricordi cosa ti ha scritto la dottoressa? GIANNI - …No, non me lo ricordo. MARO - Lascialo andare Elisa, forse non è lui il romano che aspet- tavo. ELISA - (a Gianni supplichevole) Dai, altrimenti l'impasto non viene… GIANNI - (ad Elisa) Ma ti rendi conto? ELISA - Dai… GIANNI - …Però le mutande non me le tolgo, d'accordo? MARO - Davvero non vuoi? GIANNI - No, non voglio. MARO - (ad Elisa) Brutto segno, non è lui il romano che aspettavo… ELISA - Dai Gianni… Ti vergogni a stare nudo? (Ride). GIANNI - …Non me le tolgo! …E te lo giuro: l'impasto viene lo stesso, cazzo! ELISA - Ma perché ti arrabbi? GIANNI - Mi arrabbio! (Pausa) Fra tutto questo casino, non mi pos- so neanche arrabbiare? ELISA - Va bene anche come dice lui, vero Maro? MARO - Vorrà dire che lavorerò un po' di più con il pestello. GIANNI - (preoccupato) Ohuu, Che pestello? MARO - Questo (mostra il pestello che ha in mano). GIANNI - (si tranquillizza) Ah… "quel" pestello… MARO - Pronti? ELISA - Pronta! (A Gianni) Dai togliti i vestiti. GIANNI - …Un momento. (Fra sé) Cazzo! (Si toglie con imbarazzo gl'indumenti rimanendo in mutande di foggia e colore ridicoli. Elisa ride) …Sono pronto. (Maro fa un cenno ad Elisa che comincia a suonare il flauto. Maro inizia a triturare gl'ingredienti con il pestello nella posizione china seguendo il ritmo del flauto. Gianni, poco convinto, balla come accennava Maro in precedenza, ma in modo goffo. Dopo poco: buio. La musica del flauto sarà sovrapposta da una musica comanda- ta dalla regia mista a rumori di tuoni. Il tutto salirà ad alto volume. Dopo poco si sente un tuono più forte degli altri. Un lam- po. Luce. Vediamo voltato di spalle, un antico romano, con l'elmo e la spada. E' Gianni che è solo in scena. Non c'è più il tempora- le. La musica diminuirà fino al silenzio. Dopo poco entreranno E- lisa e JOSLYNN in abiti a noi contemporanei). JOSLYNN - …Posso? ELISA - (a Joslynn) Venga pure professoressa, prego entri. (vede Gianni vestito da antico romano) Ma… GIANNI - (voltandosi. Facendo il saluto romano) Ave! JOSLYNN - (ad Elisa) Ma non è etrusco, è un romano! GIANNI - (a Joslynn, ironicamente) Ah sì? E da cosa l'ha capito? ELISA - Gianni! …Ma cosa fai già qui a quest'ora? (A Joslynn) No, lui non è Maro… GIANNI - Devo preparare la colazione. ELISA - Come devi preparare la colazione. E' per quello che sei vestito così? GIANNI - (ironizzando) Così come? ELISA - Così… (Lo indica). Dai! GIANNI - Da antico romano vuoi dire? (Mostrando) La spada, l'elmo… E' logico, altrimenti l'impasto non viene. ELISA - Te l'ha chiesto Maro? GIANNI - No. ELISA - Ma sei scemo? Perché l'hai fatto allora se non te l'ha chiesto! GIANNI - Ah, sarei io lo scemo? …Scusa, lui non aspettava un anti- co romano? Eccomi qua, tanto ho capito l'antifona… Mi travesto subito da antico romano così la finiamo in fretta con questa storia …E iniziamo il mio corso di fumetti, va bene? JOSLYNN - (imbarazzata) Allora sono due… i… i… GIANNI - I pazzi? (Indicando Elisa) No, tre! (A Joslynn) Non l'ha mai vista prevedere il futuro? ELISA - Quello me l'ha chiesto Maro! A te invece non ha ancora chiesto di vestirti così. GIANNI - (a Joslynn) Anzi siamo quattro i pazzi qua con la dotto- ressa, ammesso che esista… Vuole essere la quinta? ELISA - Smettila di scherzare… Lei è la professoressa Joslynn Con- ti. Insegna psichiatria all'università di Los Angeles. JOSLYNN - (porgendo la mano a Gianni) Molto lieta… GIANNI - (facendo il saluto romano) Ave… ELISA - E' venuta appositamente dagli Stati Uniti per studiare Ma- ro. GIANNI - Stati Uniti? (A Joslynn) Dov'è vicino cartagine? ELISA - Dai Gianni… La professoressa Conti è una ricercatrice. JOSLYNN - No no, anzi è molto interessante. (Riferendosi a Gianni) E da quando è… ELISA - (a Joslynn) Lui è un obiettore. GIANNI - (a Joslynn) Da quando sono romano, voleva dire? JOSLYNN - Ecco, sì. GIANNI - Da sempre. Ma solo oggi sono diventato console. ELISA - Dai Gianni, smettila. GIANNI - …E' vero. Sai cosa mi ha detto Maro stamattina vedendomi? (Plateale) "Regolo, Marco Attilio" console di Roma… Finalmente! …E si è inchinato. ELISA - (sminuendo) …Beh? Che c'è di male? GIANNI - Come che c'è di male… JOSLYNN - (d'impeto) It's amazing! Meraviglioso! Perfetto! Ho ca- pito tutto. Ottima idea. (A Gianni) Bravo… Bravo… Signor… (Non si ricorda il nome). GIANNI - (pavoneggiandosi) "Regolo, Marco Attilio" console di Ro- ma. ELISA - (a Joslynn) Gianni, si chiama Gianni! (A Gianni) Dai fini- scila adesso. JOSLYNN - (ad Elisa) No no no no, la trovo un'intuizione bellissi- ma. Vestendosi così può ottenere la fiducia di Maro e lentamen- te liberarlo dai suoi fantasmi. GIANNI - (perplesso) Ma dice davvero? JOSLYNN - Potrebbe funzionare, sì. ELISA - …Bisognerebbe parlarne con la dottoressa, credo. GIANNI - Ma la dottoressa chi? Non c'è neanche un'infermiere! ELISA - (a Gianni) Finiscila! JOSLYNN - (con entusiasmo) …Mi vestirò anch'io da etrusca! Wow! ELISA - Ma… JOSLYNN - Adoro gli etruschi. (Sognante) E' sempre stato il mio sogno. ELISA - Ma, professoressa… (Incredula) vuole vestirsi da etrusca? JOSLYNN - Ohhh, sììì… (Ride in modo esagerato). ELISA - (imbarazzata) Bisognerebbe sentire la dottoressa prima… GIANNI - Benissimo. (Fra sé) Anche la professoressa è dei nostri… (S'inchina) Benvenuta fra noi… No, scusi, volevo dire… JOSLYNN - …Che sono anch'io pazza? Ma chi non è pazzo al giorno d'oggi? (Ride in modo esagerato). GIANNI - (divertito) La cosa comincia a farsi interessante. (Dando a Joslynn un biglietto da visita) Ecco: sartoria Finelli, for- niture teatrali. Hanno tutto. (Ad Elisa) Provaci anche tu. Po- tresti vestirti che ne so, da Cleopatra! Staresti benissimo con il serpentello, te lo dico io. Magari la smetti di leggere in continuazione quel cavolo di libro. ELISA - …Quel cavolo di libro è di Franco Basaglia. GIANNI - E chi è? ELISA - (a Gianni) Senza Basaglia, Maro starebbe legato da qualche parte ad un letto. Impasticcato fino ai capelli! …Per non par- lare di peggio. GIANNI - Invece adesso Maro sgozza i conigli, predice il futuro, e aspettava me: "Regolo, Marco Attilio" console di Roma. E tutto questo senza uno straccio d'infermiere! Ma se per caso Maro va sul tetto e che ne so, minaccia di buttarsi di sotto, c'hai mai pensato? …Che facciamo noi, io obiettore di coscienza e tu at- trice fallita, eh? ELISA - (arrabbiata) Io non sono un'attrice fallita. GIANNI - Ah sì? E perché sei qui allora invece che in qualche bel teatro? JOSLYNN - (sospirando) Wow! Com'è tutto interessante qui… ELISA - (a Gianni) …Sono qui perché è un'esperienza importante. Ho fatto una scelta io, al tuo contrario. GIANNI - Sì, ottima scelta, hai imparato a riconoscere quali tra i dodici tipi di fulmini sono i tre che lancia Giove… ELISA - Proprio questo! Fra le altre cose, posso arricchire la mia espressività! Vedo che cominci a capire. GIANNI - Elisaa, se Maro va sul tetto e si butta di sotto, cosa usi, la tua espressività arricchita per fermarlo? ELISA - Perché no? Io ho un dialogo con lui. JOSLYNN - (sospirando) Che bei discorsi… GIANNI - (guarda entrambe) Ma che parlo a fare… ELISA - (a Joslynn) Professoressa Conti scusi… In ogni caso penso che dovremmo parlare alla dottoressa prima di seguire il suo suggerimento… Non abbiamo mai fatto niente che non fosse una richiesta di Maro. JOSLYNN - Sì, certo. Sono d'accordo. GIANNI - (ad Elisa) Ma provaci… Io non ci trovo niente di male, anzi lui stamattina mi ha anche trattato bene, non come gli al- tri giorni… E poi tu scusa, non predici già il futuro con lui? ELISA - Sì, ma io non mi travesto in modo gratuito. Io sono la re- altà per lui. JOSLYNN - (ad Elisa, con entusiasmo) E' proprio questo che inten- devo prima: partendo dalla sua realtà possiamo arrivare alla realtà oggettiva. Potrebbe dare buoni frutti alla terapia della dottoressa. E poi è fare un po' di più di quello che fai già tu, se ho capito bene. ELISA - Sì, ma, così mi sembra un po' troppo superficiale, finto… Ecco, finto. JOSLYNN - (entusiasta) E' proprio questo: la finzione per "loro" è la base di tutto… Oh, è così eccitante! (Ride in modo esagera- to). GIANNI - Mi sa che la professoressa ha capito tutto! Infatti io mi sento proprio bene adesso ad essere finto. Ci si rilassa un po- chino e poi tu che sei un'attrice "non" fallita, potresti dav- vero arricchire la tua espressività. Se non ti piace Cleopatra, potresti fare… JOSLYNN - (con impeto) Tanaquil… Grande donna etrusca! Yes! Yes! GIANNI - Chi? JOSLYNN - La moglie di Tarquinio Prisco. Oh yes! Yes! GIANNI - (sorpreso) …Tarquinio Prisco chi, il re di Roma? JOSLYNN - Sì, il quinto re di Roma: (ad Elisa) un etrusco. (Ride in modo esagerato). GIANNI - (acconsentendo) Eh! (Ad Elisa) La moglie di un re di Roma per di più etrusco! E' proprio quello che ci vuole per te, pro- vaci… (In disparte ad Elisa) Senti, ma anche la professoressa… No, dico… Nell'ambiente siete tutti così? JOSLYNN - Elisa, ne parlerò io alla dottoressa. GIANNI - A proposito professoressa… Esiste davvero secondo lei? …La dottoressa dico. ELISA - Gianni, smettila di fare lo stronzo. Dov'è Maro? GIANNI - In giardino, sta prendendo gli ingredienti. Poi io ci metto la polvere da sparo e preparo una bella colazione da fare scintille… (A Joslynn) Fireworks for breakfast. No la polvere da sparo non c'era ai miei tempi… Ci metto un po' di sangue di gallina… C'è una gallina? Va beh, è lo stesso col sangue di co- niglio… (Ad Elisa) In che tasca lo tiene il sangue di coniglio? ELISA - (interrompendolo) Che palle! Smettila Gianni! …Scusi pro- fessoressa. MARO - (entrando con un paniere pieno. A Gianni in modo ossequio- so) Ecco mio console, adesso abbiamo tutto l'occorrente: (mo- strando) frutta, rosmarino, salvia. (Ad Elisa) E' arrivato fi- nalmente… (Poi guarda Joslynn). JOSLYNN - (Dopo poco a Maro) …Buongiorno. (Maro non risponde). ELISA - …Maro, la signora è la professoressa Joslynn Conti. Viene dagli Stati Uniti. MARO - …Cartaginese? (Gianni fa a Elisa, senza farsi vedere da Maro, il gesto delle di- ta che indica la quadratura del cerchio) MARO - E' venuta per il console? ELISA - No, è venuta per te. Voleva conoscerti meglio. MARO - Per me? Ma… (A Joslynn) Ci siamo forse incontrati a capo Ecnomo? JOSLYNN - (impacciata) Non saprei… (Sorride). MARO - No, non credo, eravamo troppo esausti dopo la battaglia vittoriosa, vero console? GIANNI - (a Joslynn) Esaustissimi. MARO - (a Joslynn) …Ci siamo forse incontrati a Cartagine quando io e il mio console eravamo prigionieri? GIANNI - Prigionieri di chi? MARO - Di Santippo! GIANNI - Ah! JOSLYNN - (a Maro) Sì, forse ci siamo conosciuti da Santippo a Cartagine… MARO - Allora è meglio se parla con il mio console (sorride a Gianni). Eccolo. ELISA - Maro, la professoressa Conti vorrebbe semplicemente… JOSLYNN - (ad Elisa interrompendola) No no no no, solo Joslynn, per favore. (Sorride in modo esagerato). ELISA - (a Maro) La professoressa Joslynn vorrebbe semplicemente… JOSLYNN - (interrompendola) No no no no, Joslynn e basta, per fa- vore. (Sorride). GIANNI - (a Maro innervosito) Joslynn e basta vorrebbe fare una chiacchierata con te, tutto qua. (A Joslynn) Giusto? JOSLYNN - Sì, certo. MARO - (ossequioso) Mio console, siete voi che dovete parlare. Che posso fare io per la pace o per la guerra. GIANNI - Giusto, mio fedele amico. (Ad Elisa e Joslynn atteggian- dosi a grande condottiero) Con chi è che devo fare la pace o la guerra? ELISA - Maro… Joslynn vorrebbe solo sapere da te quali sono i tuoi obiettivi a breve termine e quali quelli a lungo termine, (a Joslynn), vero? JOSLYNN - Sì, certo. GIANNI - Insomma Maro, che fulmini prevedi per il prossimo tempo- rale e quali per il temporale successivo… ELISA - Gianni basta! MARO - Gianni? (Ad Elisa) Lui è il mio console si chiama "Marco, Attilio Regolo". Tutti lo davate per morto, una morte orribile. Ma io sapevo che non poteva essere vero, che l'avrebbero la- sciato libero come hanno fatto con me. (A Joslynn con fierezza) E' stato il nostro coraggio ad impressionare i vostri concitta- dini, vero? ELISA - Maro… JOSLYNN - (facendo un cenno ad Elisa che tutto va bene) …Sì, il vostro coraggio ci ha impressionato moltissimo. (Fra sé) Oh yes! Fantastic! MARO - (a Gianni) Vi ho aspettato tanto. Poi quel fulmine a cielo sereno: è caduto proprio sulla botte di legno in giardino, di- struggendola completamente. Lì ho capito. (Ad Elisa) Diglielo Elisa. ELISA - Sì… E' successo proprio così. GIANNI - (ad Elisa) Ah, è così che ha predetto il mio arrivo? ELISA - Sì… MARO - (a Gianni) In quel momento ho capito che presto vi avrei rivisto mio console, che non potevate essere morto in quella botte irta di chiodi nel modo atroce di cui vanno dicendo gl'invidiosi. (Inginocchiandosi ai suoi piedi) Voi sarete la mia salvezza. La salvezza futura di tutti i Rasenna. (Accenna un pianto chinando il capo, poi quasi singhiozzando) Il mio a- mato popolo. (Guarda Gianni) Mi aiuterete a salvarlo? GIANNI - (impacciato, mettendo una mano sul capo di Maro, atteg- giandosi da grande condottiero) Non dubitare mio fedele amico, farò tutto quello che è in mio potere per aiutarti… ELISA - (facendo un colpo di tosse) Credo sia meglio che parli su- bito alla dottoressa (fa per uscire). JOSLYNN - (fermandola) No, Elisa, aspetta… Maro, vuoi dirmi per favore quali sono i tuoi obiettivi a breve termine? (Scrivendo su di un taccuino) …Short term goals. MARO - (guarda Gianni che acconsente con la testa. Poi a Joslynn) Alzarmi presto il mattino. Rifare il letto. Lavarmi con cura. Coltivare l'orto. Fare da mangiare… (Pausa) ELISA - (suggerendo) Costruire i gio… MARO - Costruire i gioielli. I miei vestiti. Allevare i conigli. E… (Breve pausa) basta. ELISA - Bravo Maro. JOSLYNN - E gli obiettivi a lungo termine? (Scrivendo) …Long term goals. MARO - (a Joslynn guardando Elisa, timidamente) Ne ho due. (Pausa) JOSLYNN - Sì… E quali sono? ELISA - (a Maro) Forza. (Pausa) MARO - (d'impeto a Joslynn) …Diventerò il più grande bevitore di Coca Cola del mondo. Entrerò nel libro dei guinness, il libro dei primati! GIANNI - (meravigliato) Il più grande bevitore di Coca Cola del Mondo? MARO - (contento) Sì, mio console. GIANNI - Non lo sapevo. ELISA - Adesso lo sai. JOSLYNN - (A Maro) Amazing. Interessante. E quanta Coca Cola rie- sci a bere? (Pausa) ELISA - Da Assisi fin qui a Perugia è capace di bere due litri di Coca Cola. MARO - (orgoglioso) Ho anche un debole per i treni. ELISA - (divertita) Sale su qualunque treno che vede. …Ma questo non è un suo obiettivo. E' solo una passione. MARO - (a Joslynn) Infatti quando la polizia mi prende mi lascio prendere, vero Elisa? (Sorride). ELISA - E si lascia riportare qui, a patto che gli comprino la Co- ca Cola (sorride). GIANNI - (fra sé) Ah… zzo. MARO - (a Gianni) Così, durante il viaggio mi alleno. (Sorride). GIANNI - Mica male! JOSLYNN - E l'altro obiettivo a lungo termine? MARO - Se riuscirò nell'intento di soddisfare tutti i miei obiet- tivi a breve termine, presto riuscirò anche… (Pausa) ELISA - (a Maro) Forza. MARO - Riuscirò… (Pausa) GIANNI - Sì… MARO - A trovare un "Lucumone" romano. GIANNI - (stralunato) Un "Lucumone"? ELISA - Sì, un Lucumone. JOSLYNN - (facendo cenno di lasciar fare a lei) Bene bene bene… (A Maro) E cosa intendi esattamente per "Lucumone"? GIANNI - (interessato) Ecco… MARO - Da molto tempo "Lucumone" non è per noi Rasenna solo un ca- po, lui è il nostro sommo sacerdote. JOSLYNN - Interessante. E come pensi di trovare un sommo sacerdote degli etruschi …Dei Rasenna, in un romano? MARO - E' questa la cosa più difficile, ma non impossibile. Per questo mi alzo presto tutte le mattine. Rifaccio il letto con cura. Io so che un giorno, con l'aiuto del mio console… (A Gianni) Noi insieme abbiamo superato prove terribili. GIANNI - (ad Elisa e Joslynn da "saputello) Vero. MARO - Abbiamo distrutto il mostruoso serpente! (A Gianni) Ricor- date? GIANNI - (c.s.) Molto vero! MARO - Vinto battaglie contro flotte più numerose del doppio delle nostre… GIANNI - (c.s.) Verissimo. MARO - (a Gianni) …Cominciate a capire, adesso? GIANNI - (non capendo) Certamente… MARO - (a Joslynn, riferendosi a Gianni) Io l'ho già trovato… GIANNI - Come sarebbe… MARO - (interrompendolo) Lui, se lo vorrà… Se riuscirà ad imparare tutto quello che gli insegnerò… Se ci metterà la giusta passio- ne… (Solenne) Lui sarà il mio Lucumone! GIANNI - Io? ELISA - Sì, tu. Solo che hai precipitato i tempi. GIANNI - …Ma la dottoressa lo sa? ELISA - Lei è d'accordo. GIANNI - Quindi era tutto previsto… MARO - Sì mio console, tutto era già scritto nel cielo. GIANNI - (ad Elisa) Beh, potevate dirmelo prima, no? ELISA - Ma se stai precipitando tutto già così che non sai niente, figuriamoci se ti avessimo detto tutto! GIANNI - Scusa, ma c'è qualcos'altro che non so? ELISA - Saprai tutto al momento opportuno! E finiscila di chiede- re! GIANNI - …Ma chi me l'ha fatto fare di venire qui. MARO - Mio console, voi sareste venuto comunque qui… JOSLYNN - Certo, certo… Adesso capisco. Ma perché (riferendosi a Gianni) fare di lui romano un Lucumone etrusco? GIANNI - …Ecco, è quello che piacerebbe sapere anche a me. MARO - (disperato) I nostri sacerdoti hanno detto che il nostro popolo non durerà più di dieci secoli dall'era sacerdotale… Se il mio console riuscirà ad imparare tutto… Se riuscirà a diven- tare un perfetto Lucumone… Potrà diffondere la cultura dei Ra- senna fra i suoi concittadini romani che hanno una prospettiva di durata molto più lunga del mio amato popolo. JOSLYNN - Amazing …Ingegnoso da parte tua. MARO - (contento) Sì… JOSLYNN - E quando dovrebbe finire esattamente l'era di voi etru- schi? MARO - Secondo i calcoli dei sacerdoti, (triste) nel 709 il mio popolo non esisterà più. GIANNI - Nel 709? JOSLYNN - (a Maro) Interessante… E in che anno siamo adesso? (Prendendo appunti. Tra sé) Oh wow! MARO - Come in che anno siamo… Non lo sa? ELISA - Sì che lo sappiamo, ma devi dirlo tu a Joslynn, come hai fatto prima con i tuoi obiettivi. GIANNI - Giusto. (A Maro, curioso) In che anno siamo? (Pausa) MARO - Nel 536. GIANNI - (stupito) 536? JOSLYNN - (annota gli anni sul taccuino. Poi a Maro) Bene, allora secondo quanto dici mancano quasi due secoli alla fine del po- polo etrusco, perché sei così disperato? MARO - Non sono disperato per me, lo sono per il mio popolo. Il mio console è testimone di come noi Rasenna abbiamo e stiamo combattendo ciecamente col fato senza speranza nel cuore. GIANNI - (a Maro) Io sono più che testimone, sono vittima… MARO - …Presto morirò, non manca molto a che il mio tempo sarà compiuto. Se non riuscirò nel mio intento di insegnare tutto al mio console… Se lui non riuscirà per tempo ad imparare tutto… Morirò senza il conforto di aver consacrato all'età futura i miei connazionali, capite? ELISA - (con la voce malinconica) Povero Maro… (Si volta per pian- gere). JOSLYNN - Ma il console, ti aiuterà (a Gianni), vero? GIANNI - (esagerando) Come no! (Elisa scoppia vistosamente a pian- gere) Elisaa! Stai calma. Qui bisogna chiarire un sacco di co- se, non è il caso di mettersi a piangere. (Prende il suo libro) Toh, leggi che almeno ti calmi un po' (Elisa butta per terra il libro in malo modo). MARO - (con tenerezza) Elisa, non piangere il console imparerà… Vedrai. JOSLYNN - (per salvare un po' la situazione) E tu Maro, quando sei nato? MARO - …Nel 473. GIANNI - 473? Ma di che… JOSLYNN - (interrompendolo) …Quindi hai 63 anni? MARO - Più di 60 anni sì. GIANNI - Non sembra… Complimenti Maro. E io quanti anni avrei? Cioè quanti anni ho? MARO - Non lo sapete? GIANNI - Certo che lo so, ma Joslynn lo vuole sentire da te (a Joslynn) vero? JOSLYNN - …Sì, certo. MARO - (a Joslynn) Il mio console è un po' più vecchio di me (sor- ride). GIANNI - Ah… zzo …Cioè, io ho più di 63 anni? (A Maro) No, voglio dire, me li porto bene pure io mi sembra. JOSLYNN - Tutto questo è molto interessante. Maro, vorrei farti ancora una domanda, posso? MARO - sì… JOSLYNN - Che cosa insegnerai per prima cosa al tuo console dei Rasenna? MARO - (logico) La cosa essenziale. JOSLYNN - E qual è la cosa essenziale? MARO - (logico) Mangiare. JOSLYNN - (sorridendo) Giusto. (Prendendo appunti) Of course. MARO - …Quello che mangiamo, si trasforma nel nostro corpo in co- raggio, lealtà, saggezza… E' una grande magia. Il cibo bisogna sceglierlo per bene, cucinarlo con cura… JOSLYNN - It's amazing, "The Etruscan gourmet".(Ad Elisa) E' dav- vero molto interessante. MARO - Il mio console è già bravo, ha imparato a fare la satura al coniglio. JOSLYNN - La satura al coniglio? Che cos'è? MARO - Una macedonia, ma con una variante. Al posto dell'orzo bol- lito, si mette il coniglio bollito. GIANNI - E' un minestrone, professoressa. Ne abbiamo avanzato un po', se vuole poi può assaggiarlo. JOSLYNN - Sì certo …Mangiare come gli etruschi! E' meraviglioso! (Ride in modo esagerato). MARO - Questa mattina, per colazione, faremo una ricetta molto co- mune fra noi Rasenna. JOSLYNN - Davvero? Di cosa si tratta? MARO - (prendendo gli ingredienti) Ecco. Rosmarino, salvia e frut- ta. Si fa un impasto ben amalgamato. E poi lo si beve. E' molto nutriente. GIANNI - Che schifo. MARO - Mai dire "che schifo" prima di averlo assaggiato, mio con- sole. ELISA - (a Joslynn, riprendendosi dal pianto) C'è anche un parti- colare molto importante nella vostra cucina, vero Maro? Diglie- lo. MARO - Sì… JOSLYNN - E quale sarebbe? GIANNI - (a Joslynn) Il ritmo! MARO - (compiaciuto) Mio console vedo che state imparando. JOSLYNN - Il ritmo? GIANNI - …Ed essere senza vestiti, capisce? Ho imparato benissimo. JOSLYNN - Come senza vestiti. MARO - Bisogna ballare con molto vigore, i vestiti sarebbero d'intralcio… JOSLYNN - (con meraviglia) …Ecco perché tutte quelle figure nude danzanti negli affreschi etruschi. MARO - Noi facciamo tutto con la musica, soprattutto da mangiare. Si tolga pure i vestiti. JOSLYNN - Come? (Ad Elisa) Mi devo togliere i vestiti? GIANNI - (accondiscendendo) Eh no? …Altrimenti l'impasto non vie- ne. ELISA - …Non è necessario che si tolga tutto, vero Maro? MARO - No, se il mio console lavorerà un po' di più con il pestel- lo. GIANNI - Perché devo triturare io? MARO - Dovete dimostrarmi che avete imparato mio console. ELISA - Giusto! (Ride). GIANNI - Si ma… MARO - Forza, prendete. (Gli dà il mortaio con dentro gli ingre- dienti e il pestello). GIANNI - (fra sé) Cazzo! (A Maro impacciato) …Mi devo togliere la corazza? MARO - No, non è necessario per chi fa l'impasto. GIANNI - Meno male… MARO - Lei professoressa… JOSLYNN - (interrompendolo) No no no… Solo Joslynn, per favore. (Ride in modo esagerato). MARO - …Lei Joslynn si spogli pure. (Joslynn guarda Elisa che annuisce) GIANNI - (a Joslynn) Ha presente Woodstock? JOSLYNN - (con entusiasmo) Woodstock? …Sì certo. (Felice) Far out! Fantastic, meraviglioso! …Come a Woodstock (Si spoglia con en- tusiasmo). Wow! ELISA - (quando Joslynn e in mutande e reggiseno e sembra non ab- bia intenzione di fermarsi) Ecco, così va bene, vero Maro? GIANNI - (contrariato) Ma se vuole continuare… ELISA - Vero Maro? MARO - Sì sì, può andare. (A Joslynn) Adesso deve ballare come faccio io (fa vedere i passi di ballo con molto vigore). Ci vuole molto vigore, ha capito? JOSLYNN - Sì, molto vigore… GIANNI - (indicando le dita della mano) …E mettere il mare fin su la punta delle dita! Ha capito? JOSLYNN - Come… (Prova fra sé a mettere il mare sulla punta delle dita). MARO - (ad Elisa) Hai portato il flauto? ELISA - Sì eccolo. (Prende il flauto dal suo zainetto). GIANNI - (a Joslynn) No, non si preoccupi, il flauto non si man- gia, non ci crede? …Aspetti e vedrà. MARO - (ad Elisa) Mi raccomando il ritmo. (A tutti) Posizione! (Gianni si mette chino con il mortaio e il pestello pronto ad ini- ziare. Così fanno Elisa per il flauto, Maro e Joslynn per il bal- lo) GIANNI - Pronti. MARO - …No, un momento. Avrei una variante stamattina per moder- nizzare la ricetta… Vorrei metterci un altro ingrediente… JOSLYNN - (incuriosita) Quale? MARO - Coca Cola. GIANNI - Che schifo. MARO - Mai dire "che schifo" prima di aver assaggiato, mio conso- le. (Prende la Coca Cola). ELISA - Giusto! (Sorride). GIANNI - (a Joslynn) Glielo dicevo prima: fireworks for breakfast… (Fra sé) Ma chi me lo ha fatto fare di venire qui! ELISA - (prendendolo in giro) I fulmini console, i fulmini! MARO - (mettendo un bel po' di Coca Cola nel mortaio. Gianni è schifato) Posizione! Pronti! …Via! (Elisa suona il ritmo col flauto che abbiamo già sentito in prece- denza. Gianni tritura gli ingredienti nel pestello. Maro e Joslynn ballano. Tutti eseguono il loro compito con molto vigore. Dopo po- co: buio. La musica del flauto sarà sovrapposta da una musica co- mandata dalla regia che salirà ad alto volume. Dopo poco Luce. La musica sfumerà fino al silenzio. Vediamo Joslynn rivestita ed Eli- sa che consultano un'enciclopedia. Un po' lontano da loro c'è Gianni vestito ancora da antico romano che sembra controllare qualcosa fuori dell'ipotetica finestra. Sporadicamente si sentono dei rumori cupi come di un terremoto) /.../ N.B. IL TESTO DISPONIBILE IN RETE COMPRENDE SOLO L'INIZIO. PER OTTENERE IL COPIONE COMPLETO, CONTATTARE DIRETTAMENTE L'AUTORE: infogatto@andrea-jeva.it (N.B. togliere il nome dell'animale dall'indirizzo)